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Riqualificazione del lungomare Nazario Sauro, Manfredonia, Foggia

Il Comune di Manfredonia, affacciato sull’omonimo golfo della costa adriatica, alle pendici del Gargano, è il maggiore dei comuni della Provincia di Foggia dopo il capoluogo, con una popolazione di 57.390 abitanti ed un’estensione di circa 392 Kmq. La parte costiera del territorio comunale ha uno sviluppo di circa 17.500 m. Di questi circa 4.800 m. riguardano l’intero centro urbano.

Il mare, elemento primario nella forma fisica ed economica della città e della sua stessa costruzione ed essenza, tende a divenire, nello sviluppo urbano, sempre più nascosto e marginale.

La riappropriazione del mare da parte della città deve diventare un elemento di riferimento delle scelte di riqualificazione urbana, un segno concreto nella città a cui va restituito il ruolo strategico oggi compromesso, riaffermando la sua funzione di elemento di riferimento per la riqualificazione complessiva della città.

Alcuni grossi eventi infrastrutturali - segnatamente il porto commerciale e la ferrovia - hanno nel tempo compromesso e negato questo rapporto. Queste stesse aree, nelle ipotesi di ristrutturazione delle grandi infrastrutture territoriali (nella fattispecie rifunzionalizzazione e assestamento del porto commerciale, riduzione della percorrenza e dismissione del parco ferroviario) da "area problema" si dimostrano "area risorsa".

Se si sommano gli interi spazi pubblici della città consolidata (comprese tutte le strade, che a questa latitudine detengono un'accezione reale e complessa di "spazio pubblico") non coprono le aree che potenzialmente vengono a liberarsi sulla costa. Su questa risorsa si è inteso lavorare una nuova idea di percorrenza longitudinale capace di misurarsi con le esigenze e i caratteri di un medio centro di provincia come Manfredonia.

Questa - come molte città affacciate su uno specchio d'acqua - è città longitudinale: la sua larghezza è mediamente un quinto della sua lunghezza. L’idea è che alcune decisioni forti di infrastrutturazione longitudinale dell’area costiera siano in grado di guidare la trasformazione delle aree limitrofe e comunque di accogliere altre potenziali trasformazioni a questo stadio non definibili.

Si vuole realizzare un piano costruendone già alcuni capisaldi; storicamente - nel bene e nel male - ciò che più fortemente riesce in questo senso sono le cosiddette infrastrutture lineari. Si tratta di invertire un processo che vuole queste ultime come appendici della città costruita - della città "volumetrica" - e le cominci a pensare come parti gerarchiche del processo progettuale, degne della stessa attenzione alla scala architettonica.

Nella città moderna - venuta a mancare la cortina continua dei fabbricati che caratterizzava la città storica - sono gli alberi, le luci, i sistemi di raccolta dell'acqua piovana che costruiscono fisicamente gli alvei di percorrenza. È con queste materie che bisogna lavorare. Gli elementi di arredo - intesi come elementi che nella sommatoria infrastrutturano – risultano così parte integrante del master plan.

 progettisti

arch. Sergio delli Carri, arch. luigi Losciale,

arch. Luigi Pellegrino, arch. Gianfranco Gianfriddo,

arch. Francesco Cacciatore, ing. Gaetano Gelsomino